Festival delle Libertà Digitali, il resoconto

Ecco il report preparato dal nostro Claudio Carboncini, inviato speciale a Milano per la presentazione del libro Matematica C3 di cui abbiamo parlato poco sotto, e di cui vedete ora il retro di copertina con il nostro logo quale sponsor di quest'opera notevole, cui tra l'altro Claudio ha partecipato anche alla stesura.

Tra poco potremo avere tra le mani il risultato finale degli sforzi di gente che crede davvero che la cultura debba essere una risorsa condivisa e non elitaria, appannaggio solo di quelli che si possono permettere di pagarne un alto prezzo.
Di seguito il resoconto di Claudio:

Festival delle libertà digitali 10 maggio 2010.
Condivisione, scienza bene comune.

Partito a notte fonda ho cominciato a annusare Milano verso le 8,00. Cielo coperto, pioggia fine e Milano come uno se la immagina..Mi reco a piedi (circa 40 minuti) al Palazzo delle Stelline.
Posto molto bello, la sala Leonardo. Trovo il mio amico Antonio Bernardo, quello di matematica c3 che mi aspetta. Non c'è ancora anima viva... siamo in forte anticipo.
Ci prendiamo un caffè e aspettiamo. Arrivano quelli di Wikipedia, che cominciano a preparare la sala. Le solite cose penne usb, collegamento a Internet... mentre anche i tutti i relatori arrivano.

Verso le 10,30 si comincia. Pubblico: una ventina di presenze compresi i relatori.

Modera Fiorello Cortiana, ex deputato dei verdi, ora responsabile dell'innovazione della Provincia di Milano che dà la parola a Paola Galimberti.

Paola è una bibliotecaria della Università di Milano che parla sull'Open Access. Un problema molto sentito dai bibliotecari che non hanno più risorse per pagarsi riviste specializzate. Inoltre la possibilità di rendere fruibile a tutti le ricerche commissionate in gran parte da fondi pubblici fa comodo ai ricercatori che hanno la possibilità di farsi conoscere e alla ricerca che ha più possibilità di disseminarsi.

E' la volta poi di Gino Roncaglia che sviluppa l'intervento sugli Open Courseware. Sempre più Università soprattutto americane, ma anche indiane danno la possibilità a chiunque ne voglia di seguire corsi che strutturano risorse, che vanno dalla vecchia lezione accademica registrata ai Learning Object oggetti pensati per avere una autonomia didattica completamente aperti e fruibili da chiunque. Il problema è quello di una catalogazione con metadati condivisi e standardizzati.

Corrado Petrucco analizza nella prima parte del suo intervento Wikipedia in contrapposizione alle enciclopedie tradizionale attraverso la metafora del castello (la cultura codificata) e del villaggio (la cultura diffusa). Nella seconda presenta l'utilizzo di Wikipedia come strumento di apprendimento in sperimentazioni sviluppate a Cles (Trento) dove studenti della scuola primaria si sono impegnati a produrre voci sulla tradizione e cultura del proprio paese.

E' stata poi la volta del nostro Antonio che ha presentato il progetto di matematica C3 dove una C rappresenta Collaborative una Creative e l'altra Commons.. Ha prima approfondito il rapporto tra il manuale tradizionale e l'e-book nel mondo della scuola, poi quali scenari si possono prevedere nella possibile transizione. Il nostro manuale è un importante riferimento per la transizione.

Alberto Marini ha discusso sulla potenzialità di strumenti come Wikipedia per la formazione e per lo sviluppo del sapere condiviso mentre Paolo Ferri che ha chiuso l'incontro ha centrato il suo intervento sulle nuove capacità comunicative e stili di apprendimento e soprattutto sulla difesa dei beni comuni della conoscenza (commons) che gestiscono risorse non esauribili e non-rivali come le informazioni e le opere creative. Si tratta oggi di lottare contro le recinzioni che cercano di intrappolare i commons e difendere questi diritti democratici.

Verso l'una abbiamo finito. Il manuale ha destato interesse e curiosità. Questa è stata la riunione, riportata in maniera sintetica e approssimata, che mi ha lasciato soddisfatto e contento.

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