1.8.4 Le partizioni
I dischi fissi e quelli rimovibili in grado di memorizzare grandi quantità di informazioni,
possono essere suddivisi in partizioni che sono aree del disco in ognuna delle quali è possibile
memorizzare le informazioni secondo uno specifico filesystem (v. sez. 1.9).
In pratica, i dischi fissi vengono sempre suddivisi in partizioni (al limite soltanto
una). Nel caso di dischi rimovibili di elevata capacità, non suddivisi in partizioni,
si parla di superfloppy.
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Il sistema di suddivisione dei dischi in partizioni riconosciuto e gestito da GNU/Linux è quello utilizzato
dal DOS e
dai sistemi operativi da esso derivati.
La partition table, ovvero l’elenco delle partizioni in cui è suddiviso il disco e la relativa
posizione fisica sul supporto magnetico, è memorizzata nella parte finale del primo
settore del disco che è escluso dal partizionamento, cioè non è contenuto in nessuna
partizione. Tale settore è detto MBR (Master Boot Record) poiché contiene anche il
codice per l’avvio del boot loader (v. cap. 2) cioè il meccanismo di caricamento
del sistema operativo. Lo spazio riservato per annotare i dati delle partizioni nel
MBR è limitato e consente la suddivisione del disco in un massimo di 4 partizioni
(partizioni primarie). La possibilità di suddividere lo spazio di un disco in un massimo
di 4 partizioni, può essere troppo limitante: per questo sono state introdotte le
partizioni estese, partizioni che possono contenere al loro interno delle partizioni
logiche.
La fig. 1.27 rappresenta un esempio di suddivisione di un disco in partizioni. In essa sono
presenti 3 partizioni primarie ed una estesa, suddivisa a sua volta in 2 partizioni logiche. In
questo modo, risulteranno essenzialmente 5 partizioni utilizzabili: le 3 primarie e le 2
logiche - la partizione estesa è utilizzata soltanto come contenitore di partizioni
logiche.
La suddivisione del disco in partizioni può essere effettuata con il comando fdisk (man
page fdisk(8)).
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Comando: fdisk
Path: /sbin/fdisk
SINTASSI
# fdisk [option] [device]
DESCRIZIONE
-
option indica la modalità di funzionamento di fdisk. Può assumere i seguenti
valori:
-
-b sectorsize
specifica la dimensione dei settori, secondo quanto indicato da
sectorsize (512, 1 024 o 2 048 byte). I kernel più recenti riconoscono
automaticamente la dimensione dei settori;
-
-l elenca la tabella delle partizioni (partition table) del disco specificato
da device. Se non è stato specificato nessun device, vengono
considerati quelli contenuti nel file /proc/partitions (se esiste);
-
-s partition
visualizza la dimensione della partizione specificata da partition;
-
-u visualizza le dimensioni delle partizioni in settori anziché in cilindri;
-
-v visualizza la versione di fdisk;
-
device è il disco sul quale si desidera operare;
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In un sistema GNU/Linux, un disco viene indicato con un’espressione analoga alle
seguenti:
-
/dev/hdx
indica un disco ATA identifcato dalla lettera x: /dev/hda rappresenta il primo
disco ATA, /dev/hdb il secondo, e così via (con x che va da a ad h);
-
/dev/sdx
indica un disco SCSI identifcato dalla lettera x: /dev/sda rappresenta il primo
disco SCSI, /dev/sdb il secondo, e così via (con x che va da a a p);
-
/dev/edx
indica un disco ESDI (obsoleto) identifcato dalla lettera x: /dev/eda rappresenta
il primo disco ESDI, /dev/edb il secondo, e così via (con x che va da a a d);
-
/dev/xdx
indica un disco XT (obsoleto) identifcato dalla lettera x: /dev/xda rappresenta
il primo disco XT e /dev/xdb il secondo;
Una partizione è specificata dal nome del disco seguito da un numero intero da 1 a 15. Ad
esempio /dev/hda1 rappresenta la prima partizione del primo disco ATA e /dev/sdb3
rappresenta la terza partizione del secondo disco SCSI.