Il modo più semplice di avviare GNU/Linux senza dover modificare il MBR od i boot sector (i primi settori delle partizioni) del disco fisso, è quello di avviare il sistema per mezzo di un dischetto (o floppy disk) bootabile (ovviamente il sistema deve essere opportunamente configurato per permettere il boot da dischetto). A tale scopo, il dischetto deve contenere una copia del kernel di GNU/Linux. Questo può essere copiato sul dischetto con il seguente comando
# cp kernel_image /dev/fd0
dove kernel_image è il nome del file (completo di path) che contiene l’immagine del kernel di
Linux (in genere è /boot/vmlinuz).
Nel modo indicato non si effettua la copia di un file sul dischetto secondo un filesystem, ma si effettua una copia di un unico file sulla periferica specificata (/dev/fd0, cioè il dischetto stesso), ovvero il dischetto viene a coincidere con il file in esso contenuto (il kernel di GNU/Linux) e non può contenere nient’altro che questo.6
Dopo aver copiato il kernel è necessario informarlo su quale sia la partizione dell’hard disk da montare7 (considerare) come root directory (/).8 Questo lo si può fare alterando il file immagine del kernel stesso, con il comando rdev (man page rdev(8)).
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Comando: rdev
Path: /usr/sbin/rdev
SINTASSI
# rdev [option] [image [{value [offset] | [root_device [offset]]}]]
DESCRIZIONE
![]()
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Ad esempio, il comando
# rdev /dev/fd0 /dev/hda2
indica al kernel contenuto nel dischetto (/dev/fd0) di montare come root directory la
seconda partizione (2) del primo hard disk (/dev/hda).
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È opportuno che il kernel monti la root directory in sola lettura in modo da poter così effettuare dei controlli sul filesystem. Sarà poi compito del processo di inizializzazione del sistema, successivo al caricamento del kernel, di ri-montare tale partizione per permettere accessi sia in lettura che scrittura. |
# rdev -R /dev/fd0 1