1.3.5 L’ASCII
Poiché tutti i circuiti elettronici presenti in un computer lavorano su informazioni in
forma “numerica”, anche le informazioni alfabetiche devono essere trasformate in
numeri. E questo avviene per mezzo di una codifica che associa ad ogni carattere
(simbolo) alfanumerico un corrispondente valore numerico di 1 byte che l’elaboratore
potrà quindi gestire. Il sistema di codifica adottato dalla maggior parte dei sistemi
è l’ASCII (American Standard Code for Information Interchange), definito
dall’ANSI e riportato
nella tab. 1.3.
| Tabella 1.3: | La tabella ASCII. |
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Alcuni elementi della tabella ASCII non corrispondono a caratteri alfanumerici (v. i primi
32 elementi della tab. 1.3), ma sono dei codici di controllo a cui è stato attribuito un
significato particolare riportato nella tab. 1.4.
| Tabella 1.4: | I codici di controllo della tabella ASCII. |
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Dunque, anche le sequenze di caratteri alfanumerici, dette stringhe, vengono
rappresentate e gestite dall’elaboratore come sequenze numeriche. In particolare, secondo la
conversione ASCII, la stringa costituita da “prova” è convertita nella seguente sequenza
numerica
È evidente che 128 codici (di cui alcuni soltanto di controllo) non possono essere
sufficienti per codificare qualunque carattere utilizzato dalle varie lingue esistenti. Sono
così stati aggiunti altri 128 codici per la rappresentazione di caratteri particolari,
definendo l’ASCII esteso (formato da un totale di 256 codici). Esistono varie tabelle
ASCII estese, dipendentemente dal set di caratteri aggiunti ai 128 di base (ASCII
standard). Questo crea però delle difficoltà di comunicazione tra sistemi che utilizzano
codifiche ASCII estese diverse, poiché uno stesso codice ASCII può corrispondere ad un
carattere diverso dipendentemente dalla tabella ASCII estesa considerata per la
codifica/decodifica.