4.21.1 Partition Image

Partition Image46 è un’applicazione che permette la creazione di immagini di partizioni ed il ripristino delle stesse. Le partizioni delle quali deve essere creata l’immagine non devono essere montate, pertanto l’applicazione mette a disposizione due dischetti di avvio con i quali effettuare il boot del sistema. Questi permettono di avviare un sistema operativo GNU/Linux minimale che permette di operare su un RAM disk, senza montare nessuna partizione dell’hard disk. In questo modo è possibile creare l’immagine della partizione desiderata, salvandola magari in un file all’interno di un’altra partizione (la partizione sulla quale avviene il salvataggio dell’immagine della partizione deve essere comunque montata).

L’applicazione viene lanciata con il comando partimage.

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Comando: partimage
Path: /sbin/partimage

SINTASSI  
# partimage [option] [action [device] filename]  
DESCRIZIONE

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L’interfaccia visualizzata è analoga a quella riportata nella fig. 4.29, nella quale si può selezionare la partizione di cui creare l’immagine e il percoro nel quale salvare il file relativo. È anche possibile scegliere la partizione da ripristinare ed il file contenente l’immagine con la quale ripristinare la partizione.


pict
Figura 4.29: Esempio di Partition Image.

Partition Image permette anche di salvare/leggere i file relativi alle immagini delle partizioni all’interno di un altro computer che funge da server. A tale scopo, sul computer server deve essere in esecuzione partimaged che permette la comunicazione per default attraverso la porta 4025. In questo modo è possibile gestire le immagini delle partizioni in maniera centralizzata su un’unica macchina in rete.

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Comando: partimaged
Path: /sbin/partimaged

SINTASSI  
# partimaged [option]  
DESCRIZIONE

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È una buona idea eseguire un controllo del filesystem relativo alle partizioni delle quali creare le immagini. Ciò può essere fatto con il comando e2fsck. Ad esempio  
# e2fsck -f /dev/hda1  
controlla il filesystem relativo alla prima partizione del primo disco ATA (/dev/hda1). Eventualmente si può effettuare anche un backup delle partition table del disco di destinazione. Ad esempio  
# dd if=/dev/hda of=backup-hda.mbr count=1 bs=512  
salva il MBR del disco (primi 512 byte del primo disco ATA) nel file backup-hda.mbr e  
# sfdisk -d /dev/hda > backup-hda.sf  
salva la partition table relativa alle partizioni estese contenute nel disco (primo disco ATA) nel file backup-hda.sf. All’occorrenza, tali informazioni possono essere ripristinate rispettivamente con i seguenti comandi  
# dd if=backup-hda.mbr of=/dev/hda  
 
# sfdisk /dev/hda < backup-hda.sf  
Il MBR non viene di norma influenzato dalle operazioni di creazione delle immagini e dal ripristino delle stesse, ma Partition Image permette di ripristinare il MBR dal file contenente l’immagine di una partizione o addirittura soltanto il boot loader (al posto dell’intero MBR). Se necessario si può comunque rirpristinare il boot loader dopo aver ripristinato le immagini delle partizioni, avviando il sistema da dischetto e quindi seguendo le istruzioni del boot loader desiderato.

È opportuno osservare che il disco sul quale devono essere ripristinate le immagini delle partizioni precedentemente create, deve essere preventivamente partizionato (v. sez. 4.2).