Chi conosce Linux e in particolare usa Kde, potrebbe avere un moto di orgogliosa rivalsa nei confronti di un sistema operativo ormai ingiustamente bistrattato e ritenuto inferiore ad altri.
Infatti la didascalia della foto pubblicata da un noto quotidiano tedesco recita “già nella versione di anteprima di Windows 7 è completamente ridisegnata l'interfaccia utente...”, ma un occhio attento non fa fatica a scorgere nella finestra in basso a sinistra la K simbolo di Kde, l'interfaccia desktop di Linux tra le più vecchie e sicuramente più avanzate, con accanto scritto “K desktop environment”.
L'articolo parla del prossimo nato di Redmond ma la foto mostra tutt'altro.
Con ciò non si vuole certo deridere i giornalisti del Berliner Morgenpost, piuttosto evidenziare come questo errore sia giustificabile dal fatto che ormai Linux, in quanto ad aspetti più superficiali come appunto il look e la facilità d'uso del desktop abbia raggiunto Windows, al punto che esso viene preso per una versione futura.
Infatti ci sono ancora tante persone che si stupiscono davanti a Linux, che lo considerano a priori molto indietro e al di sotto delle aspettative di oggi, solo perché non è così diffuso sui desktop.
Invece chiunque abbia usato Kde ha potuto verificare con i suoi occhi che in realtà non ha proprio nulla da invidiare a Windows per ricchezza di funzionalità e opzioni. Esso come abbiamo detto è tra gli ambienti desktop più vecchi, e sicuramente quello che porta meno traumi nel passaggio da Windows a Linux, perché appunto non si risparmia in quanto a completezza e comodità.
Personalmente preferisco il desktop di Gnome che in apparenza offre meno funzioni ma è molto facile e intuitivo, per un'immediatezza di uso studiata nei particolari. E dico proprio “studiata” in quanto un team di esperti ha disegnato l'interfaccia in modo che possa rispondere a standard di usabilità molto alti.
Ricordo che con il desktop Compiz abbiamo visto la comparsa di effetti grafici quali la trasparenza e altri 3d, che oggi vediamo in Vista, già dalla fine del 2006, ben prima che esso apparisse nei negozi. E chi l'ha provato sa quanto minore sia il consumo di risorse in Linux.
Infatti la didascalia della foto pubblicata da un noto quotidiano tedesco recita “già nella versione di anteprima di Windows 7 è completamente ridisegnata l'interfaccia utente...”, ma un occhio attento non fa fatica a scorgere nella finestra in basso a sinistra la K simbolo di Kde, l'interfaccia desktop di Linux tra le più vecchie e sicuramente più avanzate, con accanto scritto “K desktop environment”.
L'articolo parla del prossimo nato di Redmond ma la foto mostra tutt'altro.
Con ciò non si vuole certo deridere i giornalisti del Berliner Morgenpost, piuttosto evidenziare come questo errore sia giustificabile dal fatto che ormai Linux, in quanto ad aspetti più superficiali come appunto il look e la facilità d'uso del desktop abbia raggiunto Windows, al punto che esso viene preso per una versione futura.
Infatti ci sono ancora tante persone che si stupiscono davanti a Linux, che lo considerano a priori molto indietro e al di sotto delle aspettative di oggi, solo perché non è così diffuso sui desktop.
Invece chiunque abbia usato Kde ha potuto verificare con i suoi occhi che in realtà non ha proprio nulla da invidiare a Windows per ricchezza di funzionalità e opzioni. Esso come abbiamo detto è tra gli ambienti desktop più vecchi, e sicuramente quello che porta meno traumi nel passaggio da Windows a Linux, perché appunto non si risparmia in quanto a completezza e comodità.
Personalmente preferisco il desktop di Gnome che in apparenza offre meno funzioni ma è molto facile e intuitivo, per un'immediatezza di uso studiata nei particolari. E dico proprio “studiata” in quanto un team di esperti ha disegnato l'interfaccia in modo che possa rispondere a standard di usabilità molto alti.
Ricordo che con il desktop Compiz abbiamo visto la comparsa di effetti grafici quali la trasparenza e altri 3d, che oggi vediamo in Vista, già dalla fine del 2006, ben prima che esso apparisse nei negozi. E chi l'ha provato sa quanto minore sia il consumo di risorse in Linux.