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Questa settimana abbiamo fatto visita ai Servizi informatici di due dei Comuni più grandi della provincia: Orbetello e Follonica.
Nel primo abbiamo parlato con il Dirigente in persona, dottor Scotto (impegnato nell'istallazione di RedHat 9 :)), e nel secondo con il Responsabile tecnico dottor Fortunato e con la Funzionaria dei loro Servizi sociali dottoressa Mirolli...
Entrambi ci sono apparsi decisamente interessati, sia al discorso PAAS, che avevano iniziato ad affrontare già per loro conto (essendo molto appetibile!), sia ad affrontare l'iniziativa sposando il nostro punto di vista, cioè l'utilizzo del Software Libero.
In sintesi, questo è stato il nostro approccio con loro, anzi per la verità quello del bravissimo Luca “chkdsk”, che essendo il nostro incaricato del progetto sa molto bene quel che dire...
Innanzitutto ci siamo presentati, spiegando che Grolug è un'associazione di utenti Linux, pienamente riconosciuta nell'ambito italiano, in contatto, collaborazione e amicizia con i Lug toscani più attivi. Riferendosi alla riunione a cui ha partecipato, Luca ha riassunto l'allegato A della delibera, che parla di quel che la Regione ha “offerto” a OGNI Comune della Toscana, quello che deve fare in linea di massima l'ente locale entro fine mese per potersi avvalere di questi finanziamenti e creare i PAAS, quali sono i vincoli e le libertà, etc etc...
I Lug hanno pieno titolo di partecipare all'iniziativa, ponendosi tra Regione e Comuni in qualità di interlocutori e consulenti, anche per via della Linea 1 d'intervento che spinge fortemente sull'adozione del SL nella PA Toscana.
Alla fine si arriva al succo della questione, a quello che vogliamo far capire bene a quanti più soggetti possibili, che ci spinge a prendere contatti e viaggiare in qua e la per il territorio, e che è stato recepito e convenuto anche in sede regionale: i PAAS hanno bisogno del SL, quanto più possibile, per varie ragioni.
Prima di tutto quella economica, in quanto i finanziamenti subirebbero un notevole decurtamento (direi “spreco” ;)) se venissero investiti anche nel software proprietario, e un ulteriore aggravio ci sarebbe nelle spese di manutenzione, tra l'altro non comprese nel finanziamento.
Noi sappiamo che certe distro GNU/Linux si istallano in un baleno, hanno una grande compatibilità hardware, estrema facilità d'uso, sono complete dalla A alla Z e una volta messe a punto non richiedono praticamente più manutenzione, al contrario di un certo SO su cui dopo 15 minuti (se va bene) appare un box che annuncia la chiusura del sistema tra 60 secondi. 0:)
E poi quella culturale, dove l'utente può smettere di subire il Pc e stare ai capricci del SO e passare dalla parte di chi “domina” ogni aspetto del funzionamento.
Infine il grande valore sociale e filosofico che solo i prodotti Open possono dare...
La dottoressa dei Servizi sociali, ovviamente un poco più a digiuno di informatica, con le sue domande ha voluto capire il plusvalore che GNU/Linux può offrire ai PAAS, che dovranno anche essere centri per abbattere il digital divide, per allargare la conoscenza, che oggi sta sempre più diventando la ricchezza principale.
Noi ci siamo dichiarati disponibili ad aiutarli, consigliarli, guidarli in questo campo, in questa scelta consapevole, e anche al limite a fare piccoli corsi per gli operatori che dovranno tenere aperto il punto (ciò a titolo dei presenti, ma chi volesse può ovviamente contribuire in tutti i sensi! :))
Con tutti quanti siamo rimasti d'accordo che ci saremmo tenuti in stretto contatto via email; ora la palla è in mano loro che dovranno approvare e presentare i progetti per la fine del mese, indicando in linea di massima luoghi di apertura e investimenti da effettuare.
Poi da Febbraio probabilmente ci saranno 3-4 mesi per concretizzare questi impegni.
Da parte nostra, avremmo voluto poter fare di più e girare un po' tutti i Comuni, ma per ora siamo in due... continueremo a farlo, concentrandoci sui più grandi e anche su quelli a noi più vicini.